domenica 16 febbraio 2014

San Valentino 2014 ....... per avere memoria













“Cucina non è mangiare. E’ molto, molto di più. Cucina è poesia” Heinz Beck

Menu di San Valentino
Coppia d’innamorati siate i benvenuti, ad aspettarvi
il flute del vino della nostra cantina e
 il turbante di triglia con guacamole

Le entrate
“Cucinare è un modo di dare” Michel Bourdin
Nel bicchiere
insalata di ostrica e crostacei cucinata al vapore con emulsionata di arance tarocco e sanguinelle, note di erba cipollina e aria di mare.
Le candele
 la patata che veste il salmone e tonno con flussi di rosmarino e
 bottarga di uovo di gallina

La minestra
Il riso promesso e la “mela dell’amore, con la sua polpa rossa, succosa e sensuale”
Savarin di vialone nano con lo zafferano, su vellutata di pomodoro fresco e
 frutti di mare guarnito con carciofi dorati e ciuffo di calamaro

Per un attimo esotico
Sorbetto al frutto della passione e papaja

La portata centrale
Una dolce trasgressione
Chiara mescolanza di astice su cipolla mielata,
pomodorino confit e bacon croccante

Per iniziare in bellezza
“L’amore è la poesia dei sensi” Honorè De Balzac
Giro di cioccolato, dediche a:
Fondente – Bianco – Gianduia - Al latte

mercoledì 30 ottobre 2013

Pillole sul tartufo

IL TARTUFO

«Il tartufo non è per certo un vero afrodisiaco, ma esso può,
in talune occasioni, rendere le donne più arrendevoli e
 gli uomini più desiderosi di piacere»
Brillat-Savarin

Guardando un tartufo sorge spontanea una domanda: “Come è saltato in mente agli esseri umani di usarlo in cucina?”. Ed è una domanda legittima: il tartufo è un fungo ipogeo (cioè sotterraneo) e ha l'aspetto di una patata andata a male, sporca di terra. L'unico elemento che lo tradisce è il suo odore: penetrante ed avvolgente, come quello della terra bagnata dalla pioggia. E forse sarà stato proprio questo profumo ad attirare un cane o un maiale, che un giorno di qualche millennio fa trascinò il suo padrone ai piedi di un faggio o di un nocciolo, cominciando a scavare fino ad estrarre quella strana patata. La storia del tartufo è infatti antica: usato in cucina nell'Antica Grecia, giunse fino a Roma, dove venne apprezzato come cibo raffinato. Durante il Medioevo e il Rinascimento rimase appannaggio degli aristocratici ma venne demonizzato: il suo odore e sapore sembrava smuovere gli animi risvegliando istinti erotici, da reprimere e risotterrare, come i tartufi. Infine dobbiamo la sua riammissione nel mondo moderno al botanico Carlo Vittadini, che nel 1831 scrisse un libro intitolato “Tuberacearum”, inaugurando lo studio e la classificazione del tartufi.

Oggi la grande distinzione è tra tartufo bianco e nero: fra i primi, più pregiati, troviamo il Tartufo Bianco d'Alba e il bianchetto; tra i neri: il nero pregiato, estivo, uncinato e lo scorzone. La difficoltà di reperibilità gli è valsa la denominazione di “oro nero”: un chilo di tartufo bianco fresco può arrivare a costare 2.400 euro! Ma non lasciatevi intimidire: bastano pochi grammi, una grattugiata, per effondere il suo aroma ed esaltare i sapori dei vostri piatti.


Gentile Concessione Dott.ssa Testa